Yoga

Che cos’è

Cin Mudra“Yoga is universal” Sri K. Pattabhi Jois

Il sistema Vinyasa è un tipo di yoga dinamico trasmesso da Sri T. Krishnamacharia, padre dello Yoga moderno, e successivamente dal suo allievo Pattabhi Jois, fondatore del metodo Ashtanga (o Astanga) Vinyasa Yoga, che è sopratutto una pratica di respirazione consapevole durante l’esecuzione delle posture. Questo è il suo aspetto più importante ma nella maggior parte dei centri o “palestre di yoga” viene totalmente tralasciato, mutilando così il metodo, oltre a passare informazioni completamente scorrette, molte volte causando infortuni agli allievi.

Il termine sanscrito “vinyasa” significa “posizionarsi in un modo specifico”, essendo “vi” = in un modo specifico e “nyasa” = posizionare. È un sistema di movimenti abbinati al respiro, dove il ritmo ed il flusso delle sequenze di posture sono guidati dall’azione del respiro tramite un conteggio preciso.

Già la frase: “fare un vinyasa” indica al praticante di fare la transizione da una postura all’altra e/o da un lato all’altro, ma sicuramente questo non è il corretto significato del termine Vinyasa.

Nelle sequenze dell’Ashtanga ogni postura è propedeutica alla successiva, perciò l’ordine delle serie deve essere rispettato, così come create ed insegnate da Pattabhi Jois perché il praticante possa gradualmente controllare il respiro, il proprio corpo  e conoscere a fondo ogni movimento.

Questo metodo di autoconoscenza conduce a uno stato di benessere generale, a un corpo agile e flessibile, ma soprattutto, a una mente chiara e concentrata. Grazie alla sua intensità e alla pratica regolare questi benefici sono normalmente immediati.

Storia
pattabhi

“You do!” Sri K. Pattabhi Jois

Lo Yoga Dinamico oggi chiamato Ashtanga Vinyasa Yoga ha origine nell’antico manoscritto Yoga Korunta, scritto dal saggio Vamana Rishi. Questo metodo è stato trasmesso a T. Krishnamacharya circa nel  1916 dal suo Guru Rama Mohan Brahmachari, poi nel 1927 a Pattabhi Jois che seguì Krishnamacharya per più di 25 anni.

Krishna Pattabhi Jois è nato il 26 luglio 1915 in un villaggio nel Karnataka, sud dell’India. Come unico guru dell’Ashtanga Vinyasa Yoga, ha insegnato ininterrottamente questo metodo per più di 70 anni. Nella metà degli anni 60 Pattabhi inizia a ricevere i primi allievi occidentali che cominceranno a fare conoscere l’Ashtanga al di fuori dell’India. Nel 1975, viene invitato assieme a suo figlio Manju in California per portare i loro insegnamenti e dove è stata aperta la prima “yoga shala” in occidente.

IMG_0413A Mysore, dove vivrà fino al momento della sua morte, avvenuta il 18 maggio 2009, Pattabhi Jois, insieme a sua figlia Saraswati e a suo nipote Sharat, continuerà a ricevere migliaia di allievi da tutto il mondo, diretti alla sua scuola per approfondire la loro pratica e per trasmettere, a loro volta ai loro allievi, la tecnica e la filosofia dell’Ashtanga così come l’hanno imparata nel luogo d’origine.

Suo figlio maggiore, Manju Jois, insegna il metodo tradizionale da oltre mezzo secolo, e da quando ha chiuso la sua scuola in California (1997), continua ad insegnare in tutto il mondo proponendo workshops e teacher trainings. Vedi: www.manjujois.com e http://www.currieyogagraphy.ca/blog/2013/4/-i-will-teach-yoga-until-i-can-no-longer-walk-on-my-hands

 Principi Fondamentali

“Se il respiro si muove, si muove anche la mente. Se il respiro non si muove, la mente rimane immobile” Hatha Yoga Pradipika – II, 2

I principi fondamentali del metodo sono presenti in tutte le serie: l’ujjayi (la respirazione del vittorioso), asana (posture), drishti (direzione dello sguardo), bandha (contrazione di alcune zone del corpo) e vinyasa (coordinazione dei movimenti con il respiro). Quando li integriamo nella pratica, eseguendoli correttamente, raggiungiamo la qualità meditativa conosciuta come tristhana e la pratica diventa “meditazione in movimento”. Tramite tristhana sviluppiamo il controllo dei sensi, la consapevolezza della postura, delle nostre sensazioni ed emozioni, e vengono calmati i turbinii mentali, come descritto da Patanjali “Yoga chitta vritti nirodhah” (YS I,2): lo Yoga è la cessazione delle fluttuazioni mentali.

Le sequenze (serie) dell’Ashtanga sono:

Prima Serie o Yoga Chikitsa (Yoga Terapia)
Consiste nella purificazione (chikitsa) del corpo, dei sensi e della mente. Questa serie è caratterizzata maggiormente da posizioni in piedi ed in antero-flessione, che lentamente aiutano ad allungare la colonna vertebrale, provocando anche una pressione controllata degli organi addominali. Favorisce la mobilità della colonna ed un buon funzionamento generale promuovendo la disintossicazione organica. La traspirazione elimina le tossine rigenerando il corpo. Con la pratica giornaliera questo processo di purificazione va ad interessare anche il sistema nervoso, endocrino e cardiovascolare.

Seconda Serie o Nadi Shodana (Purificazione delle Nadi)
Consiste nella purificazione del sistema nervoso e dei canali energetici del corpo (Nadi). In questa serie le posture sono inizialmente in retroflessione per sbloccare ed attivare i centri nervosi lungo la colonna vertebrale, le posture che seguono sono dedicate all’apertura delle anche.

Serie Avanzate (a,b,c,d) o Sthira Bhaga (Stabilità Divina)
Consistono nel rinforzamento del corpo e della mente. Queste serie richiedono un alto livello di flessibilità fisica e mentale, così come una pratica solida. Per arrivare a queste serie sono necessari anni di dedizione e regolarità.

I sei veleni:

I “sei veleni” che circondano il nostro corpo emozionale possono influenzare in modo importante la pratica. Nei testi antichi o Yoga Shastra è scritto che “la luce che si trova nei nostri cuori” può essere offuscata da sei diversi veleni: kama, krodha, moha, lobha, matsarya e mada. Questi sono il desiderio, la rabbia, la delusione, l’avidità, l’invidia e la pigrizia. Quando la pratica è sostenuta  con impegno e dedizione per un lungo periodo, l’energia generata distrugge questi veleni e la luce della nostra vera essenza brilla e si espande.

Il maggior veleno però è l’ego che impedisce la progressione della pratica e che offusca la mente, soprattutto quella di certi insegnanti! Per questo il messaggio di Manju Jois è sempre un buon consiglio per chi volesse praticare o insegnare lo Yoga: “Mantenerlo puro e semplice!”

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La pratica dello Yoga ha un impatto diretto nelle nostre vite e tutti questi benefici si proiettano nelle nostre realizzazioni personali e professionali. Pratichiamo attraverso il corpo fisico rinforzando il nostro corpo interiore. Più consapevolezza ed attenzione nelle nostre relazioni sono il risultato di una pratica sincera. Un praticante si riconosce fuori dal tappetino!